Vincenzo Cicogna

La curiosità è il motore del mondo

Il piccolo libro che batte il mercato azionario

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Il Piccolo libro che batte il mercato

Investire è una pratica importante per i nostri risparmi. Quante volte ci è capitato di sentirci dire che la liquidità è il male, l’inflazione corrode i nostri risparmi e che l’investimento è il segreto dei grandi ricchi?

Ne “Il piccolo libro che batte il mercato azionario” Joel Greenblatt lascia un vero e proprio testamento ai propri figli, ovvero un’ opera che ci permette di capire bene come funziona il mercato e come proteggere i nostri risparmi cercando di battere il mercato stesso.

Pur essendo un libro incentrato su tecniche di investimento che funzionavano molto bene anni fa, e che oggi forse sono meno efficienti, c’è un concetto che viene ribadito e sottolineato più volte, e che comunque resta valido nel tempo: la necessità di investire.

Nonostante si faccia riferimento ad un contesto storico differente dall’attuale, resta una lettura interessante per capire il metodo per investire in maniera vincente sul mercato azionario.

Si può parlare d’investimento quando si punta ad interessi superiori al 6%, ovvero un tasso di interesse facilmente raggiungibile con investimenti conservativi e sicuri come le obbligazioni.

Il riferimento a un interesse del 6% sulle obbligazioni è un dato che ci fa capire come le cose siano cambiate nel corso del tempo, dati gli attuali tassi negativi per quel tipo di profilo.

Lo studio sulla bontà di un investimento parte dal conto economico, ponendo sotto esame una disuguaglianza banalissima, ovvero che l’utile registrato deve essere sempre maggiore dell’utile possibile con un prodotto a basso rischio.

Nel libro vengono riportati dei fattori da tenere sotto osservazione:

  • L’utile netto (fuori le tasse) indicato con un
  • Il numero di azioni, indicato con na
  • Il prezzo di ogni azione, indicato con pa

Per sapere quanto vale l’azienda, o meglio quanto il mercato valuta una determinata azione, ci basta moltiplicare il prezzo di ogni azione per il numero di azioni (na x pa).

Per conoscere invece l’utile per ogni azione ci basta dividere l’utile netto con il numero di azioni (ua = un/na), che a sua volta può essere rapportato rispetto al prezzo dando come risultato l’utile sul prezzo ovvero ua/prezzo di ogni azione.

La redditività è calcolata invece come ua/pa, ovvero l’utile per azione diviso il prezzo di ogni azione. Questo valore ci fornisce un indicatore per confrontare tra loro diversi titoli.

Infine come ultimo parametro ci resta la redditività del capitale investito, ovvero gli utili/capitale investito.

Noti questi indicatori, possiamo fare una serie di considerazioni:

  • Qualunque valutazione è possibile farla sull’anno trascorso, e non sul futuro. Nulla ci dice che l’andamento continuerà su questa strada.
  • Stabilire quanta fiducia abbiamo su una determinata azienda, sulla quale abbiamo intenzione di investire.
  • Stabilire quanta fiducia abbiamo nei confronti della nostra previsione.
  • Il valore di un’ azienda non è sempre legato al prezzo delle proprie azioni, che possono subire variazioni importanti, anche se quantità del venduto e fatturato restano invariati.

Un altro fattore importante da considerare prima di analizzare meglio gli indicatori e la classifica che dovremo stilare per scegliere l’azienda su quale investire, è il margine di sicurezza, ovvero la differenza tra il prezzo stimato ed il suo valore di mercato (prezzo di acquisto).

Facendoci guidare dal margine di sicurezza, sarà possibile comprare azioni con un forte sconto rispetto al prezzo stimato.

Quindi in linea di massima:

  • Dovremmo comprare aziende che a parità di prezzo hanno utili più elevati, quindi rapporto utili per azioni / prezzo più alto possibile
  • Dovremmo comprare aziende con redditività più elevata.

Pensiamo alla redditività come il rapporto tra i guadagni e le spese, o meglio la capacità di guadagnare molto di più rispetto al capitale investito.

La formula vincente che ci permette di battere il mercato si fonda su due classifiche:

  • la classifica della redditività
  • la classifica del rapporto utile/prezzo

Sommando i due indici avremo l’azienda migliore.

Questa formula naturalmente lavora molto bene nel lungo periodo. Nel breve periodo in effetti il mercato risulta altamente imprevedibile, e tende a nascondere il valore intrinseco di ogni azienda.

Utilizzando la formula che vi ho brevemente esposto sopra, nel lungo periodo saremo in grado di far fruttare i nostri risparmi.

Il libro porta avanti ancora una serie di considerazioni sulla preferenza temporale delle persone, fino ad arrivare nelle appendici ad una lista guidata su cosa fare per utilizzare al meglio la formula vincente.

Questa opera è un must che bisogna leggere prima di approcciarsi ai mercati finanziari, e la sua esposizione chiara, quasi elementare, fa sì che si legga con piacere ed in breve tempo.

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